Joshin Kokyuu-Ho

L'espressione giapponese Joshin kokyuu-ho significa "metodo di respirazione per purificare lo spirito". Si tratta di una tecnica che vi insegna ad aumentare l'energia attingendola consapevolmente dal cosmo per raccoglierla nel vostro tanden. Dopo di che, potete lasciarla fluire all'esterno attraverso le mani:

• Inspirate con il naso, immaginando di attirare energia Reiki nel corpo attraverso il chakra della corona. Fate scendere l'energia nel tanden. Quando il respiro raggiunge il tanden, tenetevelo per alcuni secondi senza sforzarvi. Trovate il vostro ritmo. Visualizzate come il respiro si espande, permeando tutto il corpo. Poi espirate dalla bocca, immaginando che l'energia fluisca all'esterno attraverso le punte delle dita, i chakra delle mani, le punte delle dita dei piedi e i chakra dei piedi.

La tecnica amplifica la vostra energia Reiki e vi aiuta a sentirvi come una canna cava di bambù - un canale libero per l'energia.

Eseguendola, vi renderete conto che l'energia non ci appartiene, ma è semplicemente la forza che tutto pervade e fa vibrare ogni cosa con la vita. Con la pratica, scoprirete che le forze che pensate costituiscano la vostra energia personale si mescolano e si confondono con l'energia cosmica nel sistema mente/corpo; diventa allora estremamente difficile tracciare la linea di separazione tra la fine dell'universo e l'inizio dell`io".

È un grande piacere insegnare la tecnica, soprattutto ai principianti del Reiki, i quali, spesso, sono certi di non essere in grado di sentire, vedere o percepire

l'energia a causa della loro particolare insensibilità, anche se chiunque altro ci riesce. In base alla mia esperienza, nessuno può resistere a questo metodo!

Se non siete sicuri dell'esatta posizione del tanden, riuscirete a trovarla con l'aiuto dell'esercizio che segue, molto usato nelle arti marziali tradizionali per centrarsi (alcuni sostengono che il tanden coincida con il secondo chakra, altri che sia un centro indipendente dal sistema dei chakra).

Controindicazioni: l'esercizio non deve essere eseguito da persone con la pressione alta o durante la gravidanza. Se in qualsiasi momento nel corso della pratica avvertite un senso di stordimento, smettete immediatamente.

Come trovare il tanden:

• Mettetevi comodamente in posizione eretta, con i piedi posti tra loro a una distanza pari

alla larghezza delle spalle.

• Eseguite alcuni respiri profondi.

• Rilassate completamente il corpo e pensate a qualcosa di piacevole.

Chiamato dai cinesi tantien o dantien, si trova due o tre dita sotto l'ombelico.

• Lasciate la bocca leggermente aperta.

• Inspirate attraverso il naso, tenendo la lingua contro il palato; espirate dalla bocca, abbassando naturalmente la lingua.

• Piegate le ginocchia con un movimento lento, concentrando l'attenzione sulla parte inferiore dell'addome.

• Effettuate la flessione molto, molto lentamente.

• Improvvisamente, diventerete consapevoli di un punto della parte inferiore dell'addome situato due o tre dita sotto l'ombelico: è qui che risiede la vostra forza vitale, il centro del vostro essere.

• Ora cominciate la tecnica di respirazione.

• Può essere utile porre una o entrambe le mani sulla parte inferiore dell'addome e respirare nel punto toccato.

La respirazione non avviene soltanto tramite i polmoni, con l'inalazione di una miscela di gas comunemente chiamata "aria": secondo la scienza moderna, ogni cel­lula è in grado di respirare. Se tale capacità venisse sospesa per un certo periodo di tempo, come nel caso di gravi ustioni, moriremmo. Tutte le discipline esoteriche so­stengono che "inspiriamo" energia (Ki, Chi, prana o come preferite chiamarla) sia con i polmoni che attraverso la pelle, l'organo con la superficie più estesa.

È nota la capacità di certi fachiri del passato e di alcuni breatharians moderni di nutrire il corpo senza mangiare (si parla persino di fachiri che potevano resistere a lungo senza respirare). Tutti sanno che individui in buone condizioni fisiche posso­no facilmente rimanere digiuni anche sei settimane senza subire complicazioni (non cercate di farlo da soli: si dovrebbe digiunare unicamente sotto la supervisione di un esperto terapista). Per mantenere vivo il corpo, ci occorre solo un minimo quantitati­vo di cibo; sono le azioni che compiamo a rendere necessario il rifornimento con il carburante richiesto.

Personalmente, non attribuisco grande valore al fatto di non mangiare o non re­spirare: stiamo benissimo così, anche con i polmoni gonfi d'aria e lo stomaco pieno di cibo! Il punto importante è che gli esercizi di respirazione e il digiuno ci aiutano a usare meglio le energie sottili che ci circondano. Quanto più avanziamo sul percorso spirituale, tanto maggiore è la quantità di carburante sottile che ci occorre per con­servare la mente chiara e il cuore puro.

Per attirare l'energia sottile, dobbiamo respirare profondamente nel ventre, giù fino al tanden.